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La via del sale
La via del sale
Nel territorio comunitario transitava la Salaria antica. In alcuni tratti la vecchia Salaria, costruita nei primi decenni del ventesimo secolo, si sovrappone all’antica Salaria. Mansio ad Novas, l’odierna Osteria Nuova, era proprio un stazione di cambio dell’antica Salaria che univa Roma (da cui distava circa 33 miglia) al municipio di Reate e proseguiva poi per Ascoli Piceno. All’altezza del km 54,600, in prossimità della chiesetta della Madonna della Quercia, si individuano alcuni tratti dell’antica via Salaria. All’altezza del km 53,800 si conservano invece due miliari. Più avanti del km 53,300 si vede un tratto della crepidine dell’antica via conservato per più di 30 metri. Al km, 52,000 c’è il viadotto dell’antica via Salaria detto Ponte del Diavolo. Al km 47,400 ci sono alcuni tratti di muri, con tutta probabilità briglie di protezione dalla caduta di massi e dal precipitare delle acque. Nella Val Roviano, in località Ponte Buita, sono ben visibili i resti di un viadotto dell’antica Salaria. L’antico tracciato, lasciato l’altipiano di Osteria Nuova, scendeva al fosso Roviano per una ripida valletta, dove fino all’inizio del ‘900 si vedevano ancora le tracce del suo percorso. L’antica via Salaria prendeva poi la direzione per Poggio San Lorenzo. Anche nel territorio di questo Comune si trovano molti importanti resti di quest’antica via, recentemente oggetto di studio da parte di un geometra di Roma. La Salaria antica proseguiva poi per il territorio dell’odierno Comune di Torricella in Sabina. Anche all’interno del territorio di questo Comune ci sono mirabili resti dell’antica Salaria, basti pensare al Ponte Sambuco.