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Altri Itinerari / Chiese parrocchiali
Altri Itinerari / Chiese parrocchiali
PERCORSO 1 – MONTI LUCRETILI (Osteria Nuova, Poggio Moiano, Pozzaglia, Montorio in Valle, Pietraforte, Orvinio, Scandriglia, Ponticelli Sabino, Osteria Nuova).
Partendo dal Centro informativo di Osteria Nuova, prendiamo la via Licinese ed arriviamo a Poggio Moiano. Il paese ci accoglie con il suo tipico aspetto medievale.


Parrocchiale Poggio Moiano

La chiesa parrocchiale di Poggio Moiano è posta in posizione dominante rispetto al centro storico e si affaccia tramite un porticato sulla piazza principale del paese. Fu edificata per volere della famiglia Savelli e consacrata nel 1572. Con il bombardamento del 6 giugno 1944, che distrusse il Palazzo Baronale, il tetto dell’edificio religioso crollò completamente, mentre le pareti per fortuna restarono in piedi. La chiesa fu ricostruita nel 1953, dopo che era versata per diversi anni in stato di completo abbandono. Con il restauro del 1953 furono eliminati 5 magnifici altari (quello maggiore e 4 laterali), tutti in stile barocco. Nel 1986 invece la chiesa è stata restaurata nell’originario stile romanico: sono stati rimessi a nudo gli archi di pietra che ornavano il muro perimetrale e restituite alla vista le capriate lignee del tetto. La parrocchiale è a croce latina; è a navata unica con 3 cappelle laterali. Il luogo di culto ha 4 nicchie laterali. Nella parte destra, vicino all’entrata principale c’è una nicchia con una statua di Sant’Antonio Abate. Nella parete destra dopo la nicchia ci sono due dipinti raffiguranti l’ultima Cena e “anime in Paradiso”. Nella parete sinistra ci sono tre nicchie. Nella prima, situata vicino all’entrata principale della chiesa, c’è il battistero. Nella seconda nicchia c’è una statua di San Rocco ed un affresco raffigurante la Madonna. A destra della Vergine c’è San Giovanni Battista, a sinistra San Lorenzo. All’interno della nicchia c’è anche un affresco di San Rocco ed uno di Sant’Antonio di Padova. Nella terza nicchia c’è una statua di Sant’Antonio di Padova ed un affresco della Madonna con Bambino con Santa Caterina e San Domenico. Nella stessa nicchia troviamo affrescate 15 scene del nuovo testamento, con i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi. Nell’abside c’è una statua lignea di pregevolissima fattura raffigurante la Madonna Assunta, opera di Scuola Romana del XVI secolo.


Dopo aver visitato questa parrocchiale, riprendiamo la Licinese fino al bivio per Pozzaglia. Una ripida salita immersa nella natura ci porta fino al paese. Percorrendo questa salita di fronte a noi abbiamo il borgo di Pozzaglia, edificato sopra ad un colle.


Parrocchiale Pozzaglia Sabina

La chiesa si trova all’interno del borgo medievale ed era già esistente nel XV secolo. Nella prima cappella della parete destra si può ammirare una statua di Sant’Antonio di Padova ed un busto in marmo bianco di una gentildonna dai tratti piuttosto maturi. La prima cappella della parete sinistra è dedicata a S Agostina, infatti vi conservano le spoglie della Santa. Nella zona dell’altare ci sono busti del diciassettesimo secolo di Santi e di Santi Vescovi. C’è anche un tabernacolo del secolo diciassettesimo in legno e restaurato in oro zecchino. Dentro all’altare c’è un urna con i resti di Sant’Ulpia Candida Martire. Sopra all’altare maggiore un tempo c’era un baldacchino a colonne, della stessa forma di quello della Basilica di San Pietro. Le colonne erano in tutto 4, due sono rimaste e si trovano ai lati dell’affresco. Questo grande affresco, risalente al XVI secolo, è l’opera d’arte più interessante della chiesa e raffigura la Crocifissione, con Cristo in Croce con ai lati San Gregorio Magno Papa e San Nicola. La chiesa custodisce anche diversi mosaici, particolarmente belli quelli della Madonna del Berremo e di San Giuseppe. Molto bella anche la Madonna lignea del XVII secolo nella nicchia vicino all’entrata.


Da Pozzaglia facciamo una ripida salita che ci porta a circa 1000 metri sul livello del mare. Qui il panorama è stupendo: si vede in basso il borgo di Orvinio (840 m slm), la valle Marzia ed altro. Dalla fine della salita facciamo un falsopiano (o se volgiamo una piccola discesa) fino ad arrivare a Montorio in Valle.


La chiesa parrocchiale di Montorio in Valle

E’ dedicata a Santo Stefano Protomartire. La sua edificazione è anteriore all’anno 1000. Gli abitanti di Montorio vi lavorarono duramente anni ed anni per tirare su le mura, larghe fino ad un metro, fatte con sassi della montagna e spugne dei luoghi vicini. Il lavoro avveniva sotto la direzione dei monaci della vicina Abbazia di Santa Maria del Piano. Le famiglie di Montorio al tempo della costruzione della chiesa avevano dei terreni affidati loro dai Monaci di Santa Maria, per coltivarli; in cambio dei frutti della terra qualcuno della famiglia metteva a disposizione le sue braccia per costruire l’edificio religioso. La chiesa ha un bel portale con una scritta in latino, fatta mettere li dall’architetto della chiesa, appunto un benedettino di Santa Maria del Piano. Un tempo questo portale (e dunque l’entrata principale del luogo di culto) stava sulla parete destra della chiesa e vi si accedeva tramite delle scale. Il portale è stato spostato da Don Ferdinando subito dopo il secondo conflitto mondiale, per esigenze di mobilità urbana. Le scale sono state eliminate per far posto ad una strada ed il portale è stato messo dove è ora. La chiesa ha tre altari, due laterali più quello maggiore. Sulla parete sinistra c’è una tela raffigurante la Madonna del Rosario ed un altare con una bella tela di Santa Agnese. Sulla parete destra c’è un altare con un affresco del Manenti (del 1636 circa) raffigurante la Madonna del Rosario. Le colonne dell’altare furono costruite nel 1781 circa quando nacque la confraternita religiosa del Rosario. L’altare maggiore si trova all’interno dell’abside semicircolare, ricavato dal torrione di un ex castello. All’esterno dell’abside infatti si notano diverse feritoie. Dietro all’altare principale c'è una tela rappresentante il martirio di Santo Stefano Protomartire. All’interno della chiesa ci sono diversi affreschi, alcuni coperti da stucco bianco usato per disinfettare la chiesa quando c’era la peste. In uno degli affreschi si legge la data (1581) e si riconosce la figura di Sant’Erasmo, venerato a Montorio in Valle. Un altro affresco raffigura Sant’Eurosia, altra Santa venerata in paese. Altri affreschi molto probabilmente sono stati eliminati per costruire l’altare del Rosario.


Da Montorio in Valle una discesa ci porta fino a Pietraforte, altra frazione di Pozzaglia Sabina.


La chiesa parrocchiale di Pietraforte

La chiesa di Santo Stefano è citata per la prima volta nel 1252 nel registro della diocesi di Rieti, ma l’aspetto è seicentesco: infatti, gli interventi maggiori sono opera dei marchesi Santacroce che, in quasi tutto l’arco del seicento, furono i feudatari di quest’antico borgo. In uno degli angoli della chiesa è inciso l’anno 1645, data della costruzione della stessa. All’interno dell’edificio, a navata unica con legno a cassettoni, ci sono due altari laterali più quello centrale. Sull’altare della parete destra c’è una tela raffigurante la “Madonna del Rosario con Santi”. Nella tela vi sono dipinti anche i 15 misteri. Secondo me questa tela è del Manenti, essendo molto simile ad altre opere di questo artista (come ad esempio alla Madonne del Rosario nella chiesa di San Nicola a Concerviano). Sull’altare della parete sinistra c’è una tela seicentesca rappresentante il martirio di Santo Stefano. Sopra l’altare maggiore della chiesa c’è una tela seicentesca del viterbese Giovan Battista Romanelli che rappresenta “S. Elena che scopre la vera croce”. Nelle pareti della chiesa ci sono varie tracce di affreschi. In una parete si legge: “CELEBRAN…S. ESPEDITO PADRONE DEI CA…”, sicuramente un santo che si venerava nel Medioevo.


Da Pietraforte facciamo la stessa strada dell’andata, attraversiamo di nuovo i centri abitati di Montorio e Pozzaglia (magari visitando qualcosa che avevamo dimenticato) e ritorniamo al bivio sulla Licinese. Qui giriamo a sinistra e dopo circa 3 km arriviamo ad Orvinio. Percorrendo la strada che ci porta ad Orvinio si ammira da lontano il centro abitato di Pozzaglia. E’ un panorama stupendo: si vede il paese circondato da montagne verdeggianti ed imponenti. Il paese arroccato, tipicamente medievale, ha l'aspetto di una vera e propria macchia grigia che fa capolino tra il verde acceso dei boschi e delle pinete che lo circondano. Le case di Pozzaglia presentano infatti la particolarità di essere tutte costruite senza la benché minima traccia di cemento: la robustezza dell'abitato è assicurata dal fatto che gli edifici sono tutti addossati l'uno all'altro, realizzando con ciò anche una seppur grezza forma di sistema antisismico.


La chiesa parrocchiale di Orvinio

Consacrata nel 1536, nell’Ottocento fu completamente ricostruita. Ha un grazioso interno a pianta ovale. Nella parte centrale è sostenuta da otto robusti pilastri sistemati a forma ellittica; la chiesa ha cinque altari compreso quello maggiore, sormontato da una tela di San Nicola di Bari. Un altare è dedicato a San Rocco (molto bella la statua), uno alla Madonna di Pompei, uno al Sacro Cuore di Gesù (anche qui c’è una statua) ed uno alla Madonna di Lourdes. All’interno da ammirare anche una bellissima statua della Deposizione ed un pregevole quadro del Manenti vicino alla porta della sagrestia.


Da Orvinio prendiamo la strada per Vallebona. Percorriamo così la strada provinciale Orvinio- Scandriglia (asfaltata pochi anni or sono). Lungo questa via si incontrano monumenti naturali ed artistici di estremo interesse: i centri abitati diruti di Vallebona e Petra Demone e il cerro di Fonte Schiazzi. Sulla provinciale, poco prima di arrivare a Scandriglia, possiamo ammirare da lontano il borgo di questo paese, anch’esso dall’aspetto tipicamente medievale ed edificato sopra ad un colle.


Parrocchiale Scandriglia

La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta si trova all’interno del centro storico. Il campanile è ricavato da un antica torre di guardia. Si cominciò a costruirla nell’anno 877 da Giovanni farfense sotto il pontificato di Giovanni VIII regnando l’imperatore Carlo II. Nel 1345 fu restaurata a spese della popolazione. Il 4 settembre 1751 il Cardinale Raniero Delci, vescovo di Sabina, dopo radicali restauri iniziati nel 1750 consacrò ex novo la parrocchiale di Scandriglia. La chiesa assunse così la planimetria attuale. La parrocchiale è di chiara impronta settecentesca, in uno stile fra il tardo barocco ed il neoclassico. L’interno è a navata unica, con 6 cappelle laterali, 3 per parete. Nella prima cappella della parete destra c’è la statua di un Crocifisso; nelle pareti della cappella ci sono 2 nicchie. Nella seconda cappella della parete destra c’è un altare con una tela seicentesca di scuola bolognese della metà del seicento rappresentante la Madonna in trono col Bambino e Santi. Nella terza cappella della parete destra c’è un altare con una nicchia, e dentro ad essa una statua di Santa Barbara. Nelle pareti della cappella di Santa Barbara ci sono 2 quadri dipinti da A. Piermatteo nel 1946. Nella prima cappella della parete sinistra c’è una buona tela della seconda metà del seicento rappresentante il Battesimo di Gesù. Nella seconda cappella della parete sinistra c’è un altare con un mosaico a maioliche con l’immagine di Santa Lucia Filippini. Nella terza cappella della parete sinistra c’è un altare con una tela raffigurante la Madonna col Bambino. Vicino all’entrata principale, sulle pareti destra e sinistra, prima delle cappelle, ci sono 2 nicchie. Nella nicchia della parete destra c’è una statua di Santa Lucia. Nella nicchia a sinistra invece c’è un piccolo altare con sopra una statua di San Antonio da Padova. La cantoria ha un bellissimo parapetto in legno ed un magnifico organo rivestito in legno. Sull’altare maggiore c’è una nicchia con dentro una statua lignea policroma del primo cinquecento rappresentante la Vergine col Bambino.


Da Scandriglia affrontiamo una discesa di qualche km, poi risaliamo di nuovo fino ad arrivare alla frazione di Ponticelli. Il monumento più importante di questo centro abitato è la parrocchiale di Santa Maria del Colle, uno dei luoghi di culto più belli della Sabina.


Parrocchiale Ponticelli Sabino

La chiesa di Santa Maria del Colle secondo la tradizione è ritenuta una delle prime chiese fondate in Sabina. L'odierna chiesa ha caratteri medievali (1200) ma sembra costruita su una chiesa preesistente. La semplice ed elegante facciata romanica presenta la singolarità del portale sormontato da una edicola sorretta da colonnine su mensoloni. Nei fianchi dell'edificio si aprono finestrine a feritoia. Internamente la chiesa è ad una sola navata e contiene pregevoli affreschi, con un pulpito dalle primitive forme. L'interno dell'edificio religioso è tutto decorato di affreschi votivi che vanno dal secolo XIII al secolo XVI. Ricorderemo il frammento di Annunciazione di Scuola Romana duecentesca, la Crocifissione sopra la porta, di un buon pittore locale seneseggiante del Trecento, e un S. Giorgio quattrocentesco.


Da Ponticelli facciamo la salaria vecchia e torniamo ad Osteria Nuova, punto partenza ed arrivo del nostro itinerario. Lungo la strada da Ponticelli ad Osteria Nuova si trovano tracce dell’antica salaria dei romani (capitelli, miliario ecc.). Ad Osteria Nuova possiamo visitare l’insignificante chiesa di questa località, degna di nota solo perché testimonia la fede di questo posto e custodisce la bella statua della Madonna dei Miracoli, patrona di Osteria Nuova.


Parrocchiale Osteria Nuova

All’interno dell’edificio ci sono 2 stanze. In una c’è la sagrestia, nell’altra si celebra la messa. In quest’ultima stanza c’è la statua della Madonna dei Miracoli, un quadro della stessa Madonna ed un crocifisso dietro all’unico altare. Ci sono anche i quadri della via Crucis. Nella chiesa vi si celebra la messa tutte le domeniche alle dieci e trenta.

(testi e foto di a.d.v. per conto della Comunità Montana)