Clicca sul logo per tornare alla Home Page
   



Altri Itinerari / Chiese parrocchiali
Altri Itinerari / Chiese parrocchiali
PERCORSO 2 – SALARIA ANTICA (Osteria Nuova, Cerdomare, Ginestra Sabina, Collelungo, Casaprota, Poggio San Lorenzo, Torricella, Ornaro Alto, Ornaro Basso, Monteleone, Oliveto, Ponte Buita, Osteria Nuova).

Da Osteria Nuova prendiamo la Salaria Vecchia transitando in località Fiacchini ed arriviamo nella vallata di Ponte Buita, dove si trovano i resti dell’antica salaria dei romani e molti altrui reperti archeologici. Secondo molti studiosi la battaglia fra romani e cartaginesi avvenne proprio in questa vallata. Subito dopo Osteria Nuova, lungo la discesa che ci porterà a Ponte Buita, troviamo il bivio per il paesino di Cerdomare. Una piccola salita ci porta in questo centro.


La parrocchiale di Cerdomare

Il luogo di culto, dedicato a S.M. Arcangelo non è molto antico, venne infatti edificato nel 1903. La chiesa originaria si trovava a poca distanza da dove è ubicata adesso, anziani di Cerdomare ne ricordano le mura diroccate. Fu costruita da Don Achille, che fu parroco del paese per più di 50 anni. La chiesa ha 3 altari, quello maggiore e due laterali. Sopra l’altare della parete destra c’è una statua del Sacro Cuore di Gesù e dietro a questa, attaccato alla parete, un quadro della Madonna col Bambino. Sopra l'altare della parete sinistra c'è una statua di Sant'Antonio Abate e dietro a questa, attaccato alla parete, un quadro di Sant'Antonio di Padova. Nell’abside semicircolare della chiesa, dietro all’altare maggiore, c’è una tela di San Raffaele. All’interno della sagrestia c’è la macchina di San Michele Arcangelo, che viene portata in processione.


Nella vallata di ponte Buita troviamo il bivio per Ginestra. Percorriamo una salita fino ad arrivare all’abitato.


Parrocchiale Ginestra Sabina

La parrocchiale è antichissima, infatti viene ricordata spesso nei documenti farfensi. Come altre chiese della Sabina, nei secoli ha subito vari rifacimenti e restauri; ha perciò perso la sua struttura originale. La chiesa si trova all’interno del castrum, a pochi metri dalla bella torre quattrocentesca. La chiesa è divisa in tre navate ed il tetto è retto da capriate lignee. All’interno si possono ammirare diverse statue, particolarmente bella quella del patrono San Giovanni, raffigurato nell’atto di scrivere il Vangelo.


Da Ginestra Sabina torniamo sulla Salaria vecchia. Al bivio giriamo a sinistra per Casaprota. Prendiamo la salita ed attraversiamo prima il centro abitato di Collelungo, poi quello di Casaprota.


La parrocchiale di Collelungo

Dedicata a Santa Maria della Neve e già consacrata nel 1535, è antica quanto il borgo medievale. Ha quattro altari laterali più quello maggiore. Nel primo altare sulla parete destra c’è una tela che raffigura Dio e San Clemente. Sul secondo altare della parete destra c’è un Crocifisso. Sul primo altare della parete sinistra c’è una tela con Santa Caterina da Siena, la Madonna col Bambino e San Domenico. Sul secondo altare della parete sinistra c’è una tintura su legno raffigurante la Madonna, il Bambino, San Giuseppe ed altri Santi. Sull’altare maggiore c’è un affresco di San Clemente. L’edificio di culto ha anche una bella cantoria sopra l’entrata principale. Sulle pareti destra e sinistra della cappella dell’altare ci sono degli scaffali con varie reliquie, anche di diversi Santi. All’esterno vicino alla porta della chiesa c’è una pietra, si tratta del primitivo altare.


Dopo Collelungo continuiamo la salita fino a Casaprota.


La parrocchiale di Casaprota

La chiesa parrocchiale si trova nella piazza del Comune. E’ stata costruita nei primi anni 50 a pochi metri di distanza dall’antica parrocchiale, ora adibita ad altri usi. All’interno del luogo di culto si possono ammirare diverse tele: l’Annunciazione, San Domenico, il Presepe, San Giuseppe sul letto di morte, scena della Crocifissione, Madonna con Bambino e due Santi, Madonna con Bambino che appare ad alcuni Santi e San Michele Arcangelo che uccide il demonio. All’interno della chiesa ci sono anche alcune statue molto belle. La chiesa è dedicata a San Michele Arcangelo, patrono del paese, che compare anche nello stemma comunale. Furono i Longobardi a portare in Sabina il culto di San Michele Arcangelo, un culto appunto ancora oggi molto popolare in questa terra.


Dopo Casaprota riscendiamo fino a tornare nella valle di Ponte Buita. Qui andiamo in direzione Poggio San Lorenzo fino ad arrivare al bivio di questo paese. Giunti al bivio, una stradina che si inerpica per la collina ci porterà fino all’abitato di Poggio San Lorenzo. L’edificio parrocchiale di questo centro, maestoso rispetto alle altre case del centro abitato, troneggia nell’ampia piazza del paese.


La parrocchiale di Poggio San Lorenzo

Si trova sulla piazza principale del paese. E’ stata costruita nel 1775 sulle rovine di una del 1300. Sotto i resti della vecchia chiesa venne alla luce una tomba romana sul cui coperchio del sarcofago era inciso il nome di “Caius Rufus”. Riportò notevoli danni con il terremoto di Avezzano. Dopo il sisma venne restaurata demolendo l’antico soffitto a volta e costruendo l’attuale a cassettoni. Nel primo altare della parete destra c’è una statua della Madonna ed un Crocifisso. Nel secondo altare della parete destra c’è un quadro della Vergine col Bambino ed una statua del Sacro Cuore di Gesù. Nel primo altare della parete sinistra, dentro ad una nicchia, c’è una statua di San Lorenzo Martire, patrono del paese. Nel secondo altare della parete sinistra c’è una tela con Sant’Antonio di Padova che si inchina davanti al Bambino baciandogli il piede. Vicino all’entrata, prima degli altari laterali ci sono due nicchie: in una c’è una bellissima statua della Madonna dei Penitenti. Sopra l’entrata principale della chiesa c’è una pregevole tela della Sacra Famiglia. L’altare maggiore si trova all’interno dell’abside semicircolare della chiesa. E’ di notevole importanza la tela del Martirio di San Lorenzo, dietro l’altare maggiore, opera della fine del XVII secolo che sembra sia stata donata dall’abate Lorenzo dell’Abbazia di Farfa.


Da Poggio San Lorenzo possiamo ripercorrere in discesa la stradina che abbiamo fatto all’andata (magari ammirando qualche costruzione rurale antica); noi invece scegliamo di continuare a salire dopo Poggio San Lorenzo ed arriviamo fino a Torricella.


La parrocchiale di Torricella

La chiesa, nota dal 1252 si trova nella parte medievale del paese e venne costruita tra i resti dell’antico maniero dei Brancaleone. L’abside è stata ricavata da un torrione preesistente. Sulla facciata fa spicco un artistico rosone che può essere riferito agli inizi del Trecento. L’interno è a navata unica. Nelle pareti 5 sono quattro pregevoli tele, due sono del Cinquecento. Una tela raffigura Sant’Antonio, San Sebastiano, San Rocco e la Vergine, una la Trinità, una Maria Magdalena che adora la Croce, una Sant’Antonio di Padova che riceve dalla Vergine il Bambino. L’abside è ricco di frammenti di affreschi medievali con figure di Santi, uno dei quali reca la data 1251.


Dopo Torricella visitiamo le due frazioni di Ornaro Alto e Ornaro basso.


La parrocchiale di Ornaro Alto

La parrocchiale di Ornaro Alto è dedicata a Sant’Antonino Martire. E’ ipotizzabile che sia stata costruita intorno agli inizi del 1200. L'interno è a navata unica con un soffitto ligneo a capriate, nascosto da una “controsoffittatura" a botte e crociera. Al centro dei lati lunghi si trovano due altari sporgenti verso l'interno, sormontati da due colonne doriche e da un architrave, entro i quali sono inseriti i quadri dei santi cui sono dedicati (S. Antonino e la Madonna del Rosario). Entrando in chiesa, sulla parete di sinistra si vede la nicchia entro cui si trova il fonte battesimale, in seguito ci sono le nicchie delle macchine: di S. Antonio, della Madonna e di S. Antonino. Sopra il portone d'ingresso, in fondo alla chiesa, c'è la cantoria, tutta di legno. L’abside semicircolare è ricavata da una torre circolare di difesa. L'affresco cinquecentesco che ricopre completamente l'abside si suddivide in tre parti: i Dodici Apostoli ed un paesaggio di sfondo, l'Assunzione della B.V. Maria ed una scena dell' Annunciazione. L'altare è sorretto da una pietra miliare dell'antica via Salaria.


Dopo aver visitato le parrocchiali di Ornaro Alto ed Ornaro Basso torniamo a Torricella, percorriamo in discesa la salaria vecchia fino al bivio per Monteleone Sabino. La vecchia via salaria che ci porta a Monteleone è immersa nel verde degli oliveti, lungo la strada c’è anche qualche fonte di limpida e fresca acqua. Al bivio per Monteleone facciamo una strada in salita fino ad arrivare in paese. Qui mettiamo la macchia nel parcheggio e facciamo a piedi tutto il violone del borgo medievale, fino ad arrivare nella piazza del paese (dedicata ai martiri del 1944), dove è ubicata la parrocchiale.


La parrocchiale di Monteleone Sabino

La chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista si trova nella piazza del paese, all’interno del centro storico di Monteleone. La struttura urbanistica della parte più antica del paese è a spina di pesce, con la strada principale rettilinea e le vie laterali in perpendicolo. La chiesa di San Giovanni Evangelista ha un portale quattrocentesco con fregi, tirsi e girali romani, unica testimonianza dell’originale edificio, che, distrutto, fu ricostruito nel 1770 da Giuseppe Petero di Lugano. L’interno della chiesa presenta un'unica navata a botte. L’edificio religioso, in stile neoclassico ha 4 cappelle laterali con altari, 2 per parete. Il primo altare della parete sinistra è dedicato a Santa Vittoria. C’è infatti una bella statua della Santa. Il secondo altare della parete sinistra è dedicato al Sacro Cuore. Sul primo altare della parete destra c’è una statua di Sant’Antonio Abate. Sul secondo altare della parete destra c’è un dipinto della Madonna Assunta. Sopra l’altare maggiore troviamo l’opera artisticamente più interessante della chiesa: una tela dell’artista seicentesco Vincenzo Manenti che raffigura la Madonna che appare ai SS. Giovanni Evangelista e Vittoria. Sopra all’opera del Manenti c’è un altro dipinto che raffigura Gesù e due sante. Molto belli anche i dipinti di San Pietro e San Paolo.
Dopo Monteleone prendiamo la direzione per S. Vittoria. Qui imbocchiamo una strada in salita che dopo diversi km ci porta nella frazione di Oliveto. Se esploriamo il territorio che costeggia la strada da Monteleone ad Oliveto, si trovano molti reperti dell’antica Trebula. Ciò significa che questa antica città non era ubicata solo nella zona dove è stato restaurato l’antiteatro, ma anzi arrivava con le sue ville rustiche e le sue sepolture fin quasi ad Oliveto.


Parrocchiale Oliveto

Questa chiesa cinquecentesca è stata rifatta interamente negli anni 1929-31. Sulla volta sono raffigurati gli stemmi di Papa Pio XI (1922- 1939) e del Vescovo di Rieti Massimo Rinaldi (1925-1941). Il luogo di culto è a navata unica. Nella cappella della parete sinistra (Cappella del Rosario) c’è un altare con una tela raffigurante la Madonna del Rosario e due Santi. Nella nicchia della parete destra c’è una tela di Santa Prassede, patrona del paese. Dietro l’altare maggiore c’è una tela del Salvatore con due Santi (Santa Barbara e San Filippo). All’interno della sagrestia ci sono le statue che si portano in processione.


Dopo Oliveto riprendiamo la vecchia salaria fino a Ponte Buita, e da qui torniamo ad Osteria Nuova, punto di partenza e di arrivo del nostro itinerario.

(testi e foto di a.d.v. per conto della Comunità Montana)