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Storia / Storia dei centri abitati
Storia / Storia dei centri abitati
STORIA DI CERDOMARE
Si dice che Cerdomare è la frazione storica di Poggio Moiano. La cosa non corrisponde a verità: infatti il territorio di Cerdomare (paese e terreni) passò a Poggio Moiano solamente nel 1875. La storia di Cerdomare si può riassumere brevemente nelle frasi che seguono. Il castrum di Cerdomare - nelle fonti medievali definito Cerretum Malum, ossia "Cerreto Cattivo" - fu probabilmente fondato dai conti di Rieti tra il X e l’XI secolo; nel 1083 fu donato per metà a Farfa dal conte di Rieti Teudino, che ne acquisì rapidamente anche l'altra quota l'anno successivo quando Erbeo, figlio di Teudino, donò la sua parte. Da questo momento il castrum restò in possesso del monastero sabino fino agli inizi dell'età moderna. Nel 1516, infatti, Sisto della Rovere, abate di Farfa, locò a terza generazione il Castello di Cerdomare che era rimasto con soli 5 focolari, sive bellis urgentibus sive temporum malignitate, a Giovanni Antonio Orsini, conte di Gravina, per 180 ducati d’oro. Dopo gli Orsini passò alla Camera Apostolica e successivamente in feudo ai marchesi Vincentini di Rieti (a partire dal 1775). A Cerdomare intorno alla metà dell'ottocento esisteva una locanda di campagna ed una mola a grano di proprietà dei Campitelli. La piccola Chiesa parrocchiale, dedicata a San Michele Arcangelo, aveva due altari e sotto di essa vivevano 108 persone, ripartite in 23 famiglie che occupavano 23 abitazioni. Sempre verso la metà dell'ottocento i signori erano i marchesi Vincentini di Rieti e la prima famiglia del paesetto era quella di Cesare Felli. L'attuale parrocchiale di Cerdomare è stata costruita nel 1903. Il territorio di Cerdomare faceva parte del comune di Scandriglia. Negli anni precedenti e successivi all'unità d'Italia Scandriglia visse un periodo turbolento e agitato, con tumulti e rivolte popolari. La popolazione di Scandriglia era ancora costretta a lottare per il diritto al pascolo ed al legnatico. Il priore della comunità di Scandriglia Vincenzo Ceccotti nel 1856 aggiornò con un bando lo statuto comunale (il manifesto è oggi conservato nell'archivio di stato di Roma) ma la signoria locale non si rassegnò a queste nuove disposizioni tanto che nel 1877 la vertenza di Monte Pendente acquistò toni pesanti. Il signor Attico Palmieri spinse il popolo contro il Municipio; il sindaco Vincenzo Branchi con la forza pubblica si chiuse nella sala ed ordinò di sparare, mentre il popolo abbatteva le porte. In questo clima di rivolte e tumulti Cerdomare andava a Poggio Moiano. Ponticelli, invece, chiese l'autonomia nel 1877, nello stesso anno della sommossa popolare contro il sindaco di Scandriglia. Cerdomare compare nel riparto territoriale del 1798 come comune autonomo appartenente al dipartimento del Clitunno, cantone di Poggio Nativo. Nel riparto del 1810 risulta facente parte del comune di Poggio Moiano e in quello del 1827 appare come appodiato del comune di Scandriglia. Nel 1875 diviene frazione di Poggio Moiano.

TESTO DI ANDREA DEL VESCOVO