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Storia / Storia dei centri abitati
Storia / Storia dei centri abitati
STORIA DI GINESTRA SABINA
Secondo il Silvestrelli, la prima citazione di Ginestra si ha in un atto di permuta tra l'Abbazia di Farfa e quella di San Salvatore Maggiore, datato 794, che ha per oggetto "terre in pede de Ginestreto". Ginestra Sabina appartenne per lungo tempo all'Abbazia di Farfa. Dai documenti farfensi si legge che nell'anno 1047 il castello di Ginestra venne acquistato, insieme ad altri castelli della Sabina dall'abate di Farfa Berardo I. Nell'anno 1083 Benedetta moglie di Berardo Berardi di Bonifacio concesse al monastero di Farfa la chiesa di San Giovanni in Ginestra e il suo casale. Nel 1086 i fratelli Gizo, Pallo, Azzo e Bonosono (detto anche Bonomo), figli del nobile Ilperino, concessero al monastero farfense le loro proprietÓ ed i loro castelli posti in terra Sabina, tra cui il castello di Ginestra. Sempre dai documenti di Farfa rileviamo che l'abate Berardo II (1090- 1099) concesse in enfiteusi ai figli del conte Rainaldo il castello di Ginestra ed altri castelli sabini. Il Chronicon farfense cita un diploma dell'imperatore Enrico V, datato 1118, che conferma all'Abbazia di Farfa la "Ecclesiam et curtem Sancti Johannis de Ginestra". Secondo il Silvestrelli nel XII secolo Ginestra faceva parte dell'Abbazia di Farfa e fu concessa in feudo (o in enfiteusi) ai Brancaleoni de RomÓnea, nobile famiglia originaria di Pesaro (che possedette numerosi altri feudi in Sabina). Il castrum di Ginestra viene ricordato anche in una Bolla di papa Urbano IV del 1262, ed il papa Benedetto XII ricorda Ginestra nel 1339, avendo ordinato alle sue milizie di recuperare alcuni feudi occupati dai signorotti locali. A Rieti sono conservati tre importanti documenti su Ginestra: il primo porta la data del 22 novembre 1268 col quale Pietro dei Brancaleoni concede in dote a sua figlia Margherita il castello di Ginestra; il secondo reca la notizia della vendita del castello di Ginestra da parte di Napoleone Orsini ai figli di Buzio di Romanea, Giovanni e Antonio, in data 19 giugno 1378 (la vendita avvenne per 2200 fiorini d'oro). Il terzo documento riguarda invece una sentenza emanata il 9 febbraio 1465 contro Pietro Angelo Orsini (signore di Monteleone) per aver illegalmente invaso il castello di Ginestra. La sentenza in oggetto assegna Ginestra ai Brancaleoni de RomÓnea e dichiara illegittima l'occupazione del castrum da parte degli Orsini. Sempre nel 1465 il castrum di Ginestra fu nuovamente occupato dalle soldataglie di Pietro Angelo Orsini, togliendolo ai fratelli Battista, Mariano, Cola, Francesco, Braccio, Giovanni e Antonio figli di Jacopo e Teresa Brancaleoni. Poco tempo dopo l'Orsini restituý il castello di Ginestra con tutte le sue pertinenze agli eredi Brancaleoni. Nel 1470 Ginestra (di proprietÓ dei fratelli Brancaleoni) pass˛ in ereditÓ a Gabriele Cesarini, figlio di Simodea Brancaleoni e Orso D'Andreozzo Cesarini. Successivamente vi furono dispute tra i Cesarini e gli Orsini sul possesso del paese. Nel 1474, dopo gravi dissidi, Pietro Angelo Orsini e Gabriele Cesarini giunsero ad un accordo sulle loro proprietÓ: il feudo di Monteleone all'Orsini, Ginestra al Cesarini. Gabriele Cesarini spos˛ Giulina (o Golina) Colonna e fu nel 1494 il primo della sua nobile famiglia ad essere eletto da Alessandro VI con la importante carica di Gonfaloniere del popolo romano. Nel 1499, con il consenso di papa Borgia, rassegn˛ il Gonfalonierato a suo figlio primogenito Gian Giorgio. Nel 1501 papa Alessandro VI Borgia prese sotto la sua speciale protezione Gabriele Cesarini e i suoi castelli. Il primo giugno 1528 gli uomini di Poggio Nativo ed altri vassalli comandati da Giovan Battista Savelli, mettono a sacco i castelli di Frasso e Ginestra asportandone grano, vini ed altro, spettanti a Gian Giorgio ed a sua figlia Giulia, per una considerevole cifra di 3000 ducati. Dalla famiglia Cesarini, col matrimonio di Livia con Federico Sforza, avvenuto nell'anno 1673, Ginestra and˛ e rimase per lungo tempo agli Sforza-Cesarini. Nel 1817 Ginestra, 402 abitanti, era ancora un luogo baronale. Il 30 dicembre, per˛, la duchessa Geltrude Sforza Cesarini, come tutrice e curatrice del figlio don Salvatore Sforza Cesarini rinunci˛ ai suoi diritti feudali su Ginestra. Nel 1861 Ginestra pass˛ dallo Stato Pontificio al Regno d'Italia. Si dice anche che Ginestra (eretta a Ducato nel 1599 da papa Clemente VIII) appartenne per breve tempo anche ai Marchesi Galletti, il cui stemma figura ancora oggi nell'abitazione che fu del Gen. Giacinto Duboin, ubicata nell'omonima piazza.

TESTO DI ANDREA DEL VESCOVO