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Storia / Storia dei centri abitati
Storia / Storia dei centri abitati
STORIA DI ORNARO
Le origini del castello di Ornaro non sono ben chiare. Le prime attestazioni sono molto tarde, con la sua fondazione che potrebbe essere avvenuta tra XIII e XIV secolo da parte dei de Romania. Nel 1359 in occasione di una suddividione ereditaria di Francesco di Leone e di Napoleone de Romania il castello fu assegnato a Matteuccio di Teodino Brancaleoni che aveva sposato Giovanna de Romania. I Brancaleoni ne furono signori almeno fino al 1466, passò subito dopo a Pierangelo Orsini che nel 1476 lo lasciò in eredità al figlio Pietro Francesco. Per un breve momen­to, nel 1480-1481, signore del castello fu l'uomo d'arme Cecco Nardini, seguage degli Orsini, che aveva sposato una delle Bran­caleoni. Il castello, però, tornò rapidamente agli Orsini. In questo stesso periodo l'abitato fu trasformato e costruita la possente rocca. Nel 1513 fu occupato con la violenza da Gerolama, vedova di Troilo Orsini, per conto delle figlie durante la già più volte citata aspra controversia, scoppiata per l'eredità di Pietro Francesco Orsini, finché, nel 1604, alla morte di Enrico Orsini fu devoluto alla camera apostolica, dando vita da una controver­sia che durò fino al 1641, con gli eredi che rinunziarono, previa transazione, a proseguire la vertenza. Nel 1779 la camera aposto­lica concesse in enfiteusi a Pietro Lucantoni le rendite e i beni camerali del feudo. Nel 1817, Ornaro, che aveva 252 abitanti, era un appodiato di Roccasinibalda, sede di governatorato nella nuova organizza­zione della provincia di Sabina e del distretto di Rieti che un decreto del cardinal Consalvi aveva stabilito. Nel 1853 gli abitanti erano 355, 56 dei quali vivevano in campagna. Le fami­glie erano 67 ed avevano a disposizione altrettante abitazioni. La chiesa parrocchiale dedicata a s. Antonio con tre altari, pur priva d'organo e piccola, era definita graziosa. In paese c'era un macello, uno spaccio d'acquavite, alcune osterie, una pizzi­cheria, una rivendita di sale e tabacchi, un barbiere e la mola a grano di Filippi. Le porte e le finestre delle abitazionierano in breccia corallina le cui cave erano prossime all'abitato.