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Storia / Storia dei centri abitati
Storia / Storia dei centri abitati
STORIA DI OLIVETO SABINO
In Sabina esistevano due castelli chiamati entrambi Oliveto, probabilmente per la presenza dominante nel paesaggio agrario degli olivi. Uno di essi, oggi scomparso, era collocato sui monti Sabini tra Monte San Giovanni e Montenero e le sue prime notizie risalgono alla fine dell'XI secolo. L'altro è invece sopravvissu­to fino ad oggi, ma le notizie sulla sua nascita sono del tutto inesistenti. E' probabile che il castello sia sia stato fondato abbastanza tardi dai de Romania, che comunque compaiono come signori di Oliveto nel 1359, al momento di una complessa suddivi­sione ereditaria, che probabilmente decretò il passaggio del dominio del castello ai Brancaleoni, imparentati con i de Romania stessi. I Brancaleoni mantennero il dominio sul castello fino al XVI secoo, quando Margherita Brancaleoni lo portò in dote a Lorenzo Jacobacci. Nel 1584 il loro figlio Domenico rivendette il feudo al cardinale Pier Donato Cesi. Nel 1658 Domitilla Cesi, con l'autorizzazione di Alesandro VII, vendette Oliveto ai barberini. Maffeo Barberini, a sua volta, nel 1682, autorizzato da un chiro­grafo del pntefice Innocenzo XI, cedette il castello ai SAntacro­ce. Il 7 ottobre 1711 Clemente XI con motu proprio eresse a principato Oliveto a favore del marchese Scipione Santa Croce e dei suoi eredi. Il 13 novembre del 1750, Benedetto XIV autorizzò Girolamo Belloni all'acquisto dai Santa Croce del marchesato di Oliveto.
Il 26 novembre del 1817 Oliveto, con 307 abitanti, era ancora un luogo baronale. Il successivo 19 dicembre, il marchese Gaspare Cavalletti de Rossi Belloni rinunciò ai suoi diritti feudali su Oliveto, che divenne comune autonomo. Alla metà del secolo nel castello abitavano 438 persone riunite in 88 famiglie che occupavano 87 case. Le famiglie principali erano gli Annibali e gli Scoccia. Cinque gli sediari, un ebanista, una rivendita di sali e tabacchi, un caffè, la farmacia Annibali ed una mola a grano dei Cavalletti. La chiesa parrocchiale, senz'organo, era dedicata al ss. Salvatore.