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Itinerari Cicloturistici / Itinerario Valle del Farfa
Itinerari Cicloturistici / Itinerario Valle del Farfa
APPROFONDIMENTO



Il nostro itinerario nella Sabina si snoda nella valle del torrente Farfa, affluente del Tevere. Il torrente in questione incontaminato e ricco di fauna ittica nasce in località Ponte Buita (nei pressi della statale Salaria), dalla confluenza dei Fossi delle Mole e della Mola, chiamati così perché nei decenni passati alimentavano diversi mulini di cereali oggi scomparsi. Partiamo da Frasso Sabino, antico borgo medievale posto aldilà della riva sinistra del fiume Farfa. Era abitato già in epoca romana, dove svolgeva la funzione di importante posto di guardia. Come tutti i paesi limitrofi fu nel Medioevo un possedimento della vicina Abbazia di Farfa. Bellissimo (soprattutto di notte perché illuminato) ed imponente il maniero (costruito a partire dal XV secolo), che costruito sulla piazza principale domina il centro abitato. Da Frasso Sabino affrontiamo una salita fino ad arrivare alla frazione di Immaginetta. Sia da Frasso che da questa località si possono inforcare dei sentieri naturalistici che portano alle sorgenti delle Capore, tra le più importanti del reatino. Queste sorgenti oltre a contribuire alla portata del torrente Farfa forniscono acqua alla città di Roma. Da Immaginetta facciamo una discesa fino alla frazione di Osteria Nuova e da qui prendiamo il bivio per Toffia. Dal bivio pedaliamo prima per un breve tratto in pianura attraversando la frazione di Casali di Poggio Nativo, poi affrontiamo una lunga discesa fino a Toffia, paese altomedievale situato sopra uno sperone roccioso. In passato subì varie dominazioni, come quella dell'Abbazia di Farfa e di diverse famiglie nobili (soprattutto quella degli Orsini). Da visitare il palazzo baronale
costruito nel XV secolo dalla famiglia prima citata ed oggi sede del Municipio. Da visitare anche la chiesa di San Lorenzo eretta nel XIII secolo sopra le rovine di un preesistente edificio del IX secolo. E' stata ristrutturata nel 1600 e conserva all'interno splendidi affreschi e reperti di età romana, a testimonianza che il territorio era abitato anche in epoca repubblicana ed imperiale. Il paese comunque oltre al borgo medievale offre anche altre bellezze artistiche ed architettoniche, come la Chiesa delle Stimmate o della Confraternita, con una tela raffigurante una Madonna col
Bambino contornata da una stupenda cornice di legno dorato. Da Toffia saliamo fino al bivio per Farfa e da qui facciamo una breve discesa fino all'abitato di Farfa, con la sua splendida Abbazia. Nel borgo di Farfa si ha la sensazione di essere piombati in pieno medioevo. L'abitato in questione infatti ha conservato del tutto l'aspetto che aveva nell'età di mezzo. Il borgo, testimone in passato di scambi commerciali tra i più fiorenti del Medioevo è formato da moltissime botteghe e magazzini, che si affacciano su stretti vicoli rettilinei. Molti negozi di Farfa (soprattutto quelli di stoffe)
lavorano addirittura con gli stessi macchinari e le stesse tecniche usate appunto nel Medioevo. Da Farfa continuiamo la discesa fino ad arrivare in località Granica, sul fiume Farfa, dove troviamo un breve falsopiano (quasi un km). Da Granica affrontiamo una serie di saliscendi fino ad arrivare in località la Memoria e da qui pedaliamo in falsopiano fino a Passo Corese, situato al confine con la Provincia di Roma. Questo centro è una delle dieci frazioni di Fara in Sabina e negli ultimi anni si è sviluppato moltissimo, tanto da diventare più grande del capoluogo ed uno dei maggiori centri abitati della Provincia di Rieti. Da Passo Corese giriamo a sinistra, al bivio per Talocci. Poco prima del suddetto bivio c'è anche uno dei pochi centri di assistenza del nostro itinerario (si tratta del negozio"Riziero sport"-abbigliamento sportivo, caccia e pesca, cicli, tel.0765488009- non effettua il servizio officina). Dopo il bivio c'è prima un tratto di pianura, poi una salita che ci porta fino a Talocci. Da questa località continuiamo a salire (escludendo un breve falsopiano dentro l'abitato di Coltodino) fino al valico dei 4 venti, uno dei pochi passi della Sabina. Prima del tratto conclusivo dei 4 venti c'è sulla destra un bivio che porta a Canneto (altra frazione di Fara, come Talocci e Coltodino). A Canneto possiamo ammirare il più grande olivo d'Europa, con una circonferenza nella parte stretta di 5,60 metri e nella parte media di 7,20.L'albero ha circa 2000 anni e produce ogni anno svariati quintali di olive. Il paesaggio del nostro itinerario è appunto quasi totalmente contrassegnato (tranne il tratto che da la Memoria porta a Passo Corese) dal tipico paesaggio della Sabina, fatto di colline olivetate, boschi e borghi medievali. Abituati a questi paesaggi verdeggianti, stupisce molto lo sguardo sulle montagne aride e prive di vegetazione che circondano il valico dei 4 venti. Dopo il valico scendiamo fino ad arrivare a Toffia e da qui facciamo lo stesso percorso dell'andata fino a tornare a Frasso Sabino, punto di partenza ed arrivo del nostro itinerario sulla valle del Farfa. Prima di arrivare a Frasso transitiamo nella frazione di Osteria Nuova. Nella parte più alta di questa località (che fa parte del comune di Frasso) possiamo ammirare i torracci e la grotta dei Massacci, monumento nazionale dal 1916. E' una splendida tomba inglobata dentro un casale agricolo. La camera sepolcrale è di circa 30 metri quadrati con volta a crociera ed all'interno di essa è visibile un pozzo. I torracci invece sono dei cenotafi (tombe vuote) risalenti al II° secolo D.C.

(a.d.v.)