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Itinerari Cicloturistici / Itinerario Valle del Farfa
Itinerari Cicloturistici / Itinerario Valle del Farfa
MINIGUIDA: ARRIVARCI, GASTRONOMIA, TECNICA, ASSISTENZA E CULTURA



ASSISTENZA

Oltre al negozio di Riziero Sport c'è anche quello di Innocenzi Giovanni (vendita e riparazione biciclette) sulla via Farense n. 43 a Casali di Poggio Nativo, tel.0765841213.

GASTRONOMIA

Il prodotto principale di questa terra è l'olio extravergine della Sabina, uno dei migliori in Italia (ed al mondo), il primo in Italia a fregiarsi della denominazione DOC. Queste terre oltre all'olio producono anche vino di buona qualità (festa dell'uva a Toffia).La cucina della Sabina è ancora tipicamente contadina, con piatti gustosi e genuini, per la maggior parte ricavati da coltivazioni o allevamenti famigliari (tutti dalle mie parti hanno un pezzetto di terreno che coltivano per hobby). Tra i primi piatti vanno ricordati diversi tipi di pasta fatta in casa, come i maccheroni, le fettuccine, i cannelloni ed i ravioli, riempiti di carne e verdure del posto. Da segnalare le fregnacce alla sabinese, tagliate a rombi e condite con spezie, olive nere, funghi, carciofini, aglio e pomodoro. Tra i secondi piatti ne troviamo molti a base di carne come il pollo alla diavola, l'agnello arrosto e le bistecche di maiale (anche salsicce, fegatini, coppa ecc.) e diversi tipi di formaggi e latticini, alcuni ancora acquistabili direttamente dai pastori. Molto buone anche le frittate, cucinate in diverse maniere (con la ricotta, gli asparagi, "il mentone" ecc.). Tra i contorni le verdure dei prati o dell'orto di casa e molte specie di funghi, cucinati in diverse maniere (come sulla brace) oppure conservati sott'olio. Sterminato il repertorio dei dolci, dove ogni paese ha i suoi. Tra questi va ricordata la pizza di Pasqua. Da assaggiare anche la porchetta, per chi vuole fare un pasto veloce ed appetitoso. Molti venditori di porchetta si trovano nella fiera di Osteria Nuova la prima domenica del mese, uno dei raduni fieristici più importanti del Lazio che richiama migliaia di espositori provenienti dalle regioni del centro Italia (c'è molto traffico in questo giorno!).

CULTURA

L'Abbazia di Farfa è uno di monumenti più insigni del medioevo europeo. La sua fondazione è incerta, si sa che nel VI secolo sotto il Vescovo Siro era già un centro fervente di fede e di ricchezza. Verso la fine del VII secolo Tommaso da Moriana (che secondo la leggenda fu esortato dalla Madonna a partire da Gerusalemme dove viveva ed a cercare in Sabina i resti di un edificio a Lei dedicato) riedificò la costruzione del Vescovo Siro e rifondò la comunità. Nel VIII secolo Farfa godette della protezione del Duca di Spoleto e ricevette da quest'ultimo diversi territori, diventando uno Stato autonomo tra il Ducato longobardo e lo Stato della Chiesa. Nel 774 invece l'abate Probato si schierò dalla parte dei Franchi contro i Longobardi e proprio per questo l'anno successivo Carlo Magno concedeva all'Abbazia l'autonomia da ogni potere civile e religioso. Farfa divenne così un'Abbazia imperiale ed uno dei centri più conosciuti e prestigiosi dell'epoca medievale. Carlo Magno stesso vi sostò per diversi giorni prima di essere incoronato Imperatore e donò ad essa un cofanetto di oro purissimo con gemme. L'Abbazia decadde con la penetrazione saracena, fu distrutta ed incendiata. I secoli successivi furono segnati da continue lotte dell'Abbazia contro l'ingerenza del potere papale e contro le famiglie nobili romane. Farfa divenne addirittura oggetto di contesa di quest'ultime di fatto fino al 1709, quando fu affidata al vescovo della Sabina. Su questo c'è da dire che spesso la Chiesa affidava in commenda l'Abbazia alle famiglie nobili, come nel 1400, quando Bonifacio IX affidò l'Abbazia al nipote Tomacelli (da notare che con il trattato di Worms del 1122 Farfa passò sotto l'autorità pontificia). Dopo l'unità d'Italia divenne proprietà privata e la comunità di monaci scomparve per essere poi ricostruita nel 1919. Farfa comunque riacquisto' i connotati di Abbazia imperiale anche per brevi periodi all'inizio dell'anno 1000, ai tempi della discesa in Italia di Ottone I con "al comando" l'Abbate Ugo (997-1038), e con l'Abbate Berardo I (1047-1089) quando si schierò contro i Papi ed a favore di Enrico IV. Ancora nel 1118 erano considerate pertinenti all'Abbazia di Farfa le zone di S.Eustachio e palazzo Madama a Roma, Viterbo, Tarquinia, Orte, Narni, Terni, Spoleto, Assisi, Perugia, Todi, Pisa, Siena, Camerino, Fermo, Ascoli Piceno, Senigallia, Osimo Chieti, Tivoli, il territorio aquilano, il Molise, il porto di Civitavecchia e mezza città. L'Abbazia (costruita su un preesistente edificio romano) è formata da un complesso di edifici che comprendono la Chiesa di Santa Maria di Farfa, il refettorio, la biblioteca (con splendidi manoscritti degli amanuensi),2 chiostri, il campanile, oltre che da uno splendido cortile. L'Abbazia all'interno ovviamente custodisce moltissimi tesori d'arte, come affreschi (splendido quello rappresentante il giudizio universale del pittore fiammingo Henrik van der Broek) e diversi materiali archeologici situati al pian terreno, dove sono visibili alcuni dei pochi reperti rinvenuti dell'antico popolo dei sabini. A Frasso Sabino invece possiamo visitare l'osservatorio astronomico, che si trova in un antico mulino restaurato. Per info e visite guidate all'osservatorio contattare la signora Ezia nel comune di Frasso Sabino tel.0765 872004, oppure l'ARA (associazione romana astrofili) al n.03478163838 (Fausto). Per info su feste, manifestazioni e ricettività alberghiera invece APT Rieti via Cintia 87-Rieti tel.0746201146 fax 0746270446.

ARRIVARCI

Da Roma si prende la Salaria, oppure l'autostrada Roma-Firenze. Da Passo Corese si prosegue fino ad Osteria Nuova e da quì seguire le indicazioni per Frasso Sabino. Dalla salaria per entrare nell'abitato di Osteria Nuova si deve svoltare in un bivio a destra. In questo bivio sono presenti anche i cartelli direzionali dei paesi circostanti tra cui Frasso.

TECNICA

Il percorso del nostro itinerario presenta due salite veramente impegnative: la salita di Talocci (il pezzo più duro è situato poco prima e dentro il paese) e quella dei 4 venti, con i suoi tornanti mozzafiato. E' consigliabile montare un 39x26. D'estate soprattutto nella bassa Sabina fa molto caldo, conviene quindi partire la mattina presto. Ci sono fontane e fontanili in tutti i paesi attraversati. Nella salita dei 4 venti (che è un ambiente molto arido) non ci sono fontane (e fa anche molto caldo): è preferibile fare una buona scorta di acqua nell'abitato di Coltodino. Le strade non sono per niente trafficate, soprattutto nei giorni feriali, ad eccezione di alcuni tratti come quello in prossimità della Salaria ( Passo Corese e dintorni), sulla statale 318, ad O.Nuova e nei pressi dell'Abbazia di Farfa, piena di gitanti e pellegrini praticamente in ogni giorno dell'anno (oltre ai numerosi matrimoni nei festivi). Il fondo stradale è buono, ma la mattina può essere gelato anche a primavera inoltrata. Fare attenzione a qualche buca sporadica. I sentieri naturalistici che portano alla sorgente delle Capore si possono fare anche in mountain-bike.

(a.d.v.)