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Spiritualità / I Santi di Scandriglia
Spiritualità / I Santi di Scandriglia
Santa Barbara




Santa Barbara era una fanciulla medio orientale. Era nata a Nicomedia nel 273, nell’odierna Turchia. Terra biblica e delle origini cristiane. Tarso era la città di San Paolo, Efeso la città dove la tradizione vuole che sia stata l’ultima dimora terrena di Maria. Nicomedia è la terra dei martiri, da Adriano ai 1000 cristiani martirizzati da Diocleziano. Oggi la Turchia è interamente islamizzata. Il culto di questa Santa fu monto diffuso nell’antichità, sia in Oriente che in Occidente (anche nelle zone ora purtroppo islamizzate), infatti esistono molte redazioni in greco e traduzioni latine della Passio di questa Santa. Oggi il suo culto è esteso in tutto il mondo, anche nelle Americhe. Ci sono vari documenti, rappresentazioni pittoriche ed episodi che testimoniano il culto antico di questa Santa, ad esempio Papa San Gregorio Magno (590-604), suo devoto, la venerava nell’oratorio del Celio, dove giornalmente dava da mangiare a dodici poveri. Secondo la leggenda suo padre, Dioscoro, fece costruire una torre per rinchiudervi la bellissima figlia richiesta in sposa da moltissimi pretendenti. Essa però aveva l’intenzione di consacrarsi a Dio. Prima di entrare nella torre si immerse in una vasca e si battezzò. Per ordine del padre la torre avrebbe dovuto avere due finestre ma essa ne volle tre in onore della Trinità. Il padre, pagano, venuto a conoscenza della professione cristiana della figlia, decise di ucciderla, ma essa passando miracolosamente tra le pareti della torre riuscì a fuggire. Nuovamente catturata, il padre la condusse davanti al magistrato, affinché fosse tormentata e uccisa crudelmente. Il prefetto Marciano cercò di convincere Barbara a recedere dal suo proposito; poi, visti inutili i tentativi, ordinò di tormentarla avvolgendole tutto il corpo in panni rozzi e ruvidi, tanto da farla sanguinare crudelmente. Durante la notte Barbara ebbe una visione e fu completamente risanata. Il giorno seguente il prefetto la sottomise a nuove e più crudeli torture. Una certa Giuliana, presente al supplizio, avendo manifestato sentimenti cristiani, venne associata al martirio: le fiamme, accese ai loro fianchi per tormentarle, si spensero quasi subito. Barbara, portata nuda per la città, ritornò miracolosamente vestita e sana, nonostante l’ordine di flagellazione. Il prefetto allora la condannò al taglio della testa; fu il padre stesso che eseguì la sentenza. Subito dopo un fuoco discese dal cielo e bruciò completamente il padre, di cui non rimasero nemmeno le ceneri. Il martirio avvenne il 4 dicembre del 290, dopo aver letto la sentenza di morte. Il processo invece cominciò il 2 dicembre. Su questa Santa esistono diverse tradizioni, e la più attendibile è quella reatina (scandrigliese o sabina). Secondo quest’ultima tradizione, tra il 286-287 la Santa da Nicomedia si trasferì presso la villa rustica di Scandriglia poiché il padre Dioscoro per le sue doti militari fu chiamato a Roma dall’imperatore Massimiano Erculeo che gli donò vasti e ricchi possedimenti in Sabina. Per sfuggire al padre pieno d’ira, si nascose nel bosco dove c’era una roccia (riparo di Santa Barbara in località “le scalelle”) ma fu trovata per la delazione di un pastore lì presente. Dopo il martirio, il nobile Valenzano curò la sepoltura del corpo, lo cosparse di aromi, profumi e fiori e lo depose presso una fonte (sorgente di Santa Barbara a Scandriglia). Secondo la tradizione scandrigliese i bambini innocenti riescono a vedere la treccia della Santa nell’omonima sorgente. Nel 313 l’imperatore Costantino consentì di rendere un culto esterno ai martiri, allora i fedeli ornarono il sepolcro della Santa; in seguito vi costruirono un sacello, un edicola, poi successivamente una chiesa (la stessa cosa è successa anche su altre tombe di martiri, ad esempio per quanto concerne Santa Vittoria). La chiesina venne distrutta dai saraceni ed abbandonata. Ai nostri giorni tra Scandriglia e Montorio c’è una chiesa dedicata a Santa Barbara; non se ne conosce la data della costruzione, ma esisteva già nel secolo XIV. Questa chiesa è stata costruita poco distante da quella distrutta dai saraceni, di cui è ancora visibile la parete dell’abside. Successivamente la chiesa di Santa Barbara fu ingrandita di circa 4 metri di lunghezza inglobando anche la sorgente, che originariamente si trovava vicino alla chiesa e non dentro come attualmente. Tra il 955 e il 969 i reatini si fecero promotori di una spedizione archeologica atta a recuperare il corpo della martire. Nel Medioevo infatti i corpi dei santi venivano portati al sicuro all’interno delle abbazie o della cattedrali, per sottrarli ai ricercatori di corpi santi o alle profanazioni saracene. Al suo ingresso in Rieti le campane delle chiese si misero a suonare spontaneamente. Il corpo della Santa fu collocato nella Cattedrale di Rieti dove ancora oggi riposa. E fin qui la tradizione reatina. La tradizione veneta invece dice che il corpo della Santa rimase a Nicomedia fino al VI secolo. Nel 565 l’imperatore Giustiniano I lo trasferì a Costantinopoli dove fu conservato fino al X secolo. Tra il 991 e il 1033 fu trasportato a Venezia e successivamente a Torcello dove nel 1810 passò alla chiesa di San Martino a Burano. Secondo la tradizione piacentina invece il corpo di Santa Barbara fu portato da Nicomedia a Piacenza attraverso tre traslazioni tra l’822 e il 1431. La tradizione mantovana invece afferma che il Duca Guglielmo III Gonzaga nel 1582 per dono del Patriarca di Venezia ebbe un reliquiario del corpo di Santa Barbara che fece collocare nell’abbazia Palatina del Palazzo Ducale di Mantova. Alla Santa sono dedicate località, chiese, parrocchie e patrocini. Le città che hanno l’onore di averla come patrona sono: Scandriglia, Rieti, Guastalla, Cengio, Rio Marina - Isola D’Elba, Montecatini - Val di Nievole, Salento, Piane Crati, Rovito, Marzi, Amaroni, Barbara, Colleferro, Fontana Liri, Barbarano, Venezia. In quest’ultima città la Santa è una dei sette patroni. S. Barbara viene festeggiata anche in molte altre città o paesi che non l’hanno come patrona. E’ una delle Sante più popolari, viene appunto invocata e festeggiata in tutto il mondo, in Germania è anche patrona dei pastori e dei boscaioli.
Viene particolarmente invocata contro la morte improvvisa, è la patrona del Genio, dell’Artiglieria, dei Vigili del Fuoco e della Marina (nelle navi da guerra il deposito delle munizioni è denominato “Santa Barbara”)e, più in generale, di tutti coloro che hanno a che fare con il fuoco. Non sappiamo il suo vero nome, il mondo romano la indicava come “la figlia di Dioscoro”. Con una denominazione di disprezzo essa fu indicata come non romana cioè barbara. Viene festeggiata il 4 dicembre. (a.d.v.)